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La benzina si fa col contagocce.
Inserito il 09 aprile 2010 alle 09:06:01 da Angela de Lorenzo.

Un antico proverbio crotonese recita “dopu Natal friddu e fama”, ma a quanto pare in questi tempi di crisi le cose non sono facili neppure in primavera, quando il clima è più mite, dopo la Pasqua... Degustati i banchetti abbondanti, il cioccolato a volontà e, per chi se lo è potuto permettere, godute le escursioni in posti vicini o più lontani, infatti, il ritorno alla vita quotidiana dei cittadini è stato contrassegnato da una notizia poco rassicurante dal punto di vista economico: vacanzieri e non hanno ritrovato i prezzi di benzina e gasolio alle stelle. Già prima del ponte, in realtà, erano aumentati i prezzi all’ingrosso, rincari che si sono poi scaricati su quelli alla pompa. Su strade e autostrade i distributori registrano un’impennata che grava su un pieno anche di 10 euro in più rispetto al 2009 e il prezzo della benzina in euro per litro è oramai sulla soglia di 1 euro e 40 centesimi e 1 e 20 per il gasolio.
Un dato così preoccupante da aver indotto le associazioni dei consumatori a presentare un esposto a 104 Procure della penisola, ipotizzando il reato di aggiotaggio e chiedendo l’invio della Guardia di Finanza presso i distributori per disporre il sequestro delle pompe che hanno effettuato aumenti prima dell’esodo di Pasqua.
Intanto le compagnie petrolifere minacciano di abbandonare il mercato italiano perché lo reputano poco prolifico, una polemica quella tra consumatori e petrolieri che ha spinto il governo ad intervenire assicurando il pieno impegno del ministero dello Sviluppo economico a varare l’attesa riforma del settore.
Un disagio, dunque, di portata nazionale. Ma che ripercussioni ha e come si vive in una realtà economicamente già più depressa rispetto al resto del Paese come Crotone? Per capirlo ci siamo rivolti ai distributori di carburante della città che quotidianamente si confrontano con i cittadini al momento della spesa per il rifornimento di carburante, ma non solo, abbiamo ascoltato anche l’utenza nei pressi di alcune isole di rifornimento.
La crisi nel settore c’è e non la si può negare: i disagi, infatti, li lamentano tutti, distributori e automobilisti, ma oltre che nelle loro parole si trovano palesi conferme anche nei fatti. Non è un caso che diversi distributori della città dicono di aver registrato dei gravi cali nelle vendite, che tendenzialmente, rispetto allo scorso anno, si aggirano intorno al 30%.

“Non possiamo fare a meno - ha ammesso un distributore - di constatare quotidianamente come i clienti siano in difficoltà: oggi con 10 euro comprano una quantità inferiore di carburante, ad esempio, e di questo se ne lamentano, giustamente. In pochi, però, - ha aggiunto - sanno che noi abbiamo le mani legate e che questa situazione riduce anche i nostri introiti, infatti i benzinai hanno un guadagno percentuale sulla base dei litri di carburante venduto, se con la stessa quantità di denaro il cliente prende meno benzina è ovvio che si riduce anche il nostro guadagno. Il problema andrebbe posto alle società e al Governo, ma paradossalmente la protesta si limita solo nei confronti del benzinaio, che oggi non naviga nemmeno in buone acque”.
Al di là delle costanti lamentele dei cittadini, che spesso vedono i benzinai come unici interlocutori, però, ai distributori sembra che ogni giorno venga constatata anche la riduzione delle possibilità di spesa dei cittadini: “fino allo scorso anno - spiega il benzinaio - il crotonese medio acquistava 20 euro di benzina, ora non è più così. La gente mette nel serbatoio un massimo di 10 euro di carburante, la maggior parte, invece fa 5 euro”. Mentre lo dice il rivenditore apre la cassa mostrando dei mazzetti di banconote da 5 euro: “Ecco - ha detto - stiamo lavorando così. La gente in questa città ha delle serie difficoltà anche per acquistare i beni di prima necessità e la benzina è uno di questi. I pieni ormai sono rari, li facciamo soprattutto ai camion o ai mezzi delle aziende che, per forza di cose, sono costretti per continuare a lavorare, ma sono pochi perché in questo momento l’intera economia crotonese è ferma”.
Stando ai racconti dei rivenditori le isole di rifornimento rappresentano dei luoghi in cui le difficoltà economiche dei crotonesi si mettono a nudo; “ultimamente - raccontano infatti - sono aumentati a dismisura i cittadini che rimangono a piedi perché senza carburante nelle auto, sono tantissime le persone che vengono qui a piedi con delle bottiglie per acquistare uno o due litri di benzina... Certo, cose simili sono sempre capitate, anche a causa della distrazione degli automobilisti, ma una volta erano rari, oggi invece capita continuamente, la città è in difficoltà, è chiaro. Ci ritroviamo quotidianamente davanti a situazioni imbarazzanti: c’è chi viene a comprare anche 2 euro di carburante o chi non nasconde le sue difficoltà e, disperato dicendo che non ha un soldo in tasca, chiede che gli venga regalata giusto un po’ di benzina per riuscire a tornare a casa”.
Situazioni confermate anche dalle parole e dalle strategie di risparmio ultimamente sempre più praticate dagli automobilisti. Uno di questi, per esempio, mentre faceva rifornimento, ha ammesso che “la macchina ormai la uso solo per andare a lavorare, se una volta non ci facevo caso oggi invece devo fare attenzione al consumo e quando faccio benzina è solo per poter circolare. La lancetta nella mia auto è sempre lievemente sopra la riserva perché non posso permettermi di fare il pieno. Da qualche mese l’azienda per la quale lavoro non riesce a pagarci puntualmente ed in una situazione di tale precarietà chi ha famiglia può spendere solo con il contagocce, di conseguenza la macchina la si usa solo quando strettamente necessario”.
“Questo però vale per chi può farne a meno - ha aggiunto un altro automobilista - chi vive in periferia oppure chi lavora fuori città non ha alternative all’automobile. Sicuramente oggi eviti di fare gite fuori città o se puoi uscire a piedi lo fai, ma per molti questo non risolve il problema. Dobbiamo poi tener conto del fatto che in questa città, a differenza di molte altre, i mezzi pubblici non sono nemmeno efficienti, se il problema è nazionale, quindi, qui pesa ancora di più rispetto alle città più grandi ed emancipate. Ci sono famiglie, ad esempio, che non possono fare a meno di accompagnare i bambini a scuola in auto”.
Che i cittadini cerchino di risparmiare in ogni modo lo confermano anche i dati delle campagne promozionali: zaini, valigie, servizi di bicchieri e cellulari ormai non fanno più gola a nessuno, la maggior parte degli automobilisti preferisce utilizzare le raccolte punti per ottenere dei bonus nell’acquisto di carburante. Lo hanno confermato gli stessi rivenditori, “tutti - dicono - preferiscono lasciare i premi per avere un po’ di benzina in più, visto che è più cara e comunque è necessaria. Come biasimarli?”. Per risparmiare sull’acquisto di carburante si fa sempre più ricorso al ‘fai da te’, rinunciando al servizio del benzinaio che comporta un costo leggermente superiore. Secondo i distributori crotonesi negli ultimi due anni il ‘fai da te’ ha conosciuto un incremento notevole, tanto da essere utilizzato quotidianamente dal 50% degli automobilisti, “in alcuni giorni - ha sostenuto un benzinaio - il ‘fai da te’ raggiunge anche picchi dell’80%. È palese che il cittadino in questo momento di crisi è più attento e sfrutta ogni opportunità che gli permette di risparmiare, anche se solo di poco”.
Ma perché il carburante può avere costi leggermente diversi a seconda delle province, delle regioni e a volte anche all’interno della stessa città? La risposta ci è stata data dai distributori: “ci sono delle tassazioni che variano a seconda delle provincie e delle regioni, poi in città le differenze, che comunque dovrebbero essere minime, variano in base alle compagnie di gestione. C’è, non lo si può negare, anche chi prova a fare il furbo, riuscendo a mettere in cattiva luce tutta la categoria. È giusto che i cittadini facciano attenzione, chi lavora onestamente ha interesse a riconoscerlo, ma non siamo tutti uguali, bisogna tenerne conto e rivolgersi ai distributori più fidati. È giusto prendere consapevolezza che i distributori che lavorano seriamente, comunque, hanno solo un margine ridotto per giocare sui prezzi. Spesso, ad esempio, ci viene rimproverato dai clienti il fatto che nonostante il prezzo del petrolio scenda i nostri prezzi restano alti. Sappiamo che è così, ma non dipende da noi perché anche il distributore continua a comprare a costi alti, gli effetti del ribasso impiegano dei mesi prima di arrivare alle pompe delle benzine e in quel momento anche noi guadagniamo di più perché vendiamo più litri di carburante. La protesta andrebbe rivolta alle compagnie e al Governo, in questa fase di crisi bisognerebbe venire incontro ai cittadini riducendo tasse e costi. Cittadini in difficoltà siamo anche noi e insieme ai nostri clienti non possiamo fare altro che stringere i denti”.

www.ilcrotonese.it

 
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