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Prestiti con riserva di ... truffare!
Inserito il 20 gennaio 2010 alle 10:31:27 da Emilio Grimaldi.

L’offerta era proprio allettante … la possibilità di utilizzare subito fino a due mila euro e poterli restituire in minuscole rate mensili. E per attivarla non veniva chiesta nessuna spesa. Peccato che dietro si celasse una vera e propria truffa. Per cui, occhio quando vi sottopongono contratti di finanziamento, leggete bene ciò che firmate. Ma andiamo per ordine.
Cinque anni addietro un padre di famiglia, per poter sbarcare il lunario, vincendo le proprie ritrosie e con estremo imbarazzo si reca in una delle tante società finanziarie per chiedere un prestito di poche migliaia di euro. Nessuna difficoltà. La scelta è ampia. “Del resto – spiegano dal Codacons – il termometro della crisi è fornito proprio dal continuo proliferare di società finanziarie che sorgono quasi come fossero funghi”. Nel sottoscrivere la richiesta di finanziamento vi è uno spazio dedicato a coloro i quali vogliono richiedere il rilascio di una carta di credito, per poter compiere acquisti e pagare a rate. A dire il vero i caratteri sono praticamente invisibili ma il povero padre di famiglia, purtroppo già miope, non tenta neppure di leggere e, pur di avere quel piccolo tesoretto indispensabile a mandare avanti la propria famiglia, firma in tutti gli spazi riportati sula contratto. Il tempo passa ma, come spesso accade, la povera gente è solita adempiere alle proprie obbligazioni ed il signor Mario non si sottrae alla regola. Infatti paga le rate del prestito in maniera impeccabile, con una puntualità quasi maniacale e quasi sempre in anticipo. Nel luglio dello scorso anno, tuttavia, riceve una richiesta di pagamento che lo allarma. Non è la cifra a non farlo dormire, in fondo si tratta appena di 33 euro, bensì la motivazione. Quella somma è richiesta quale quota annuale della sua carta di credito...una carta di credito che non ha mai ricevuto. Dopo una notte travagliata, pensando a chi possa essere in possesso della carta, decide di chiamare la finanziaria. E così viene tranquillizzato: “Se non ha ricevuto nulla non si preoccupi, la blocchiamo subito”. Ma Mario non si fida, scrive una lettera per chiedere conferma sull’avvenuto blocco della carta che, spiega, non ha né ricevuto né, tantomeno, utilizzato. Passano i giorni e non ricevendo nessuna risposta si reca dai Carabinieri, Mario è curioso, vuole sapere se qualcuno utilizza una carta di credito a lui intestata. Ma, come scriveva il grande De Gregori, “Cercavi giustizia trovasti la legge”. E così è proprio il povero Mario a trovarsi sotto accusa, il crimine è “simulazione di reato”. In buona sostanza “cornuto e mazziato”. La finanziaria, infatti, ha chiarito che la carta risulta attiva fin dal 2005 e che Mario è moroso di ben 33 euro. “Il Codacons – spiega il suo vicepresidente, Francesco Di Lieto – è deciso ad andare fino in fondo alla vicenda. Non condividiamo il fatto che si sia accettato come Vangelo quanto sostenuto dalla società finanziaria. Non possiamo accettare che la Finanziaria per celare il tentativo di sottrarre danaro al povero Mario abbia omesso di spiegare perché – se la carta è attiva dal 2005 – non ha mai richiesto nulla al signor Mario; perché non sono mai stati inviati gli estratti conto che – sempre secondo la società – hanno cadenza mensile e, soprattutto, quando sarebbe stata consegnala la carta di credito al povero Mario. Siamo più che certi – continua – che si sia trattato di una tentata truffa nei confronti di un povero cittadino e chiediamo che l’Autorità Giudiziaria voglia procedere nei confronti della società finanziaria. E non ci lasceremo intimidire – conclude Di Lieto - dal fatto che si tratta di uno dei più importanti gruppi bancari europei”.

 

 
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